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Api in estinzione

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Api in estinzione

Le api, per il Pianeta, sono fondamentali. Non solo perché producono il miele, ma soprattutto perché rappresentano il principale insetto impollinatore. Piccole e pelose, gialle a strisce nere, sono dotate di pungiglione ed emettono un fastidioso ronzio. Sei abituato a temerle e detestarle, addirittura potresti aver sviluppato una vera e propria fobia nei loro confronti . Eppure, se le api scomparissero dal Pianeta, cosa che per la cronaca sta già accadendo, le conseguenze sarebbero catastrofiche. E non solo perché l’ennesimo abitante della Terra l’ha abbandonata per sempre. Ma anche perché, a scomparire in breve tempo, potrebbero essere tante altre specie. Le api includono oltre 24.000 specie di insetti a livello mondiale,  delle quali la più nota è certamente l’ape domestica (Apis mellifera), specie sociale dominante, ma non bisogna dimenticare che esistono tante altre specie di api, come i bombi, le osmie, le antofore, le xilocope, ecc., tutte accomunate dallo stesso ruolo fondamentale negli ecosistemi naturali e agrari attraverso i processi di impollinazione, che garantiscono la riproduzione di gran parte delle specie vegetali, incidendo significativamente sulle quantità e la qualità di molte produzioni agricole. L’ape è un animale importante proprio perché si occupa dell’impollinazione, un processo fondamentale affinché nascano e crescano sempre nuovi frutti e semi, e di conseguenza fiori e piante. L’impollinazione viene effettuata da vari animali detti “agenti impollinatori”, di cui l’ape rappresenta il capofila, ma che includono anche farfalle, mosche, calabroni, coleotteri. In pratica, perché una pianta produca un seme, consentendo la nascita di nuovi frutti e germogli, deve essere fecondata, proprio come tutti gli altri animali. La fecondazione delle piante avviene tramite la fusione di un granulo di polline maschile nella cellula uovo femminile. Il granulo raggiunge l’uovo (quasi sempre di piante diverse) trasportato, appunto, dagli agenti impollinatori come l’ape. Questa, attratta dai colori e dall’aspetto dei fiori, ci vola sopra alla ricerca di nettare da portare nell’alveare. Entrando nel fiore, l’ape, che ha il corpo ricoperto di peluria, si impregna di polline, che depositerà nel fiore successivo

La sopravvivenza delle api è a rischio, e questo è ormai un dato certo. L’emergenza ormai è tale che anche l’Onu ha deciso di istituire la Giornata Mondiale delle Api il 20 maggio di ogni anno.

Ma cosa sta succedendo al Pianeta tanto da renderlo un luogo non più adatto alla sopravvivenza di alcuni dei suoi più utili e operosi abitanti? 

In sintesi, le cause del declino delle colonie di api sono riconducibili a

  • Malattie, virus e parassiti
  • Pesticidi killer, in particolare i neonicotinoidi, utilizzati nelle monocolture e nelle colture intensive. 

L’Ue ha imposto delle restrizioni molto forti sull’utilizzo dei tre neonicotinoidi più pericolosi, proprio per salvaguardare la sopravvivenza di questi piccoli impollinatori così importanti per l’ecosistema mondiale. Ma non è stata la sola a muoversi. Nel 2013, Greenpeace ha lanciato la sua petizione Salviamo le api, invitando tutti coloro che avessero a cuore la biodiversità a prendere parte alla campagna. L’impollinazione svolta dalle api è insostituibile per la fecondazione incrociata della gran parte delle piante, quindi per gli equilibri degli ecosistemi e per la conservazione di molte specie vegetali, dalle quali dipende la vita sulla terra in quanto ‘produttori primari' (autotrofi) alla base della catena alimentare.

E certamente gli apicoltori, come custodi di questo patrimonio fondamentale di insetti, sono una categoria che va sostenuta e orientata verso pratiche di gestione sanitaria più efficaci, così come vanno favorite tutte le pratiche di riqualificazione dell’agricoltura in un’ottica di maggiore sostenibilità e di gestione biologica o integrata dei parassiti delle piante, al fine di ridurre l’impatto degli insetticidi. In generale, occorre limitare le fonti di inquinamento, che sono causa di alterazione degli ecosistemi, di cui le api sono sensibilissimi bioindicatori.

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